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Per una rete di resistenza alla crisi

February 23rd, 2009

La crisi si sta abbattendo duramente su tutti i settori del lavoro. In provincia di Torino la realtà è molto drammatica: gli iscritti al collocamento sono cresciuti di 13mila unità solo a dicembre, a gennaio sono scaduti 21mila contratti a termine, nella piccola industria e nell’artigianato c’è uno stillicidio di licenziamenti e sono a rischio altri 35mila lavoratori.

Ogni giorno cresce la lista di aziende in bilico: Indesit, Bertone, Bertone Glass, Itca, Pininfarina, Ceva, Caffarel, Streglio, Lear, Stabilus, Emmeti, Arancio, Car Ser, Res Nova, Valeo, Johnson Electric, Olimpias, Stampal, Sferal, CMS: sono solo alcuni nomi che conosciamo, dietro di esse c’è la drammatica realtà di migliaia di famiglie.

Non ci bastano più i soliti rituali incontri con le autorità amministrative regionali e comunali, neanche le chiacchiere dei soliti inconcludenti funzionari sindacali, né tantomeno le solite promesse "politiche". Non ci bastano più le amare illusioni!

È ora che cominciamo ad agire in prima persona, che facciamo sentire con tutta la nostra forza le ragioni del lavoro, di tutti quei lavoratori che in questi tempi non possono perdere ciò che gli permette di sopravvivere.

Colleghiamoci con tutti i lavoratori delle realtà della crisi per agire insieme, perché solo così la nostra voce potrà essere più forte e la nostra lotta più incisiva.

 

Rete di resistenza alla crisi

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