Comunicato stampa contro la sanatoria truffa

November 25th, 2010 Comments off

Si è appena concluso il presidio indetto oggi 24 novembre contro la “sanatoria truffa” per soli colf e badanti voluta dal Governo Berlusconi iniziata nel settembre 2009.

Una manifestazione che ha visto la partecipazione di cittadini e lavoratori immigrati, antirazzisti, studenti, precari, operai e disoccupati.

Ci sono stati diversi interventi nel corso della protesta che hanno richiamato e testimoniato casi di persone disperate, che pur di uscire dalla clandestinità imposta dalla Bossi-Fini e dal Pacchetto sicurezza sono state ingannate e truffate.

Durante la giornata di mobilitazione, una delegazione dei manifestanti è stata ricevuta dal Prefetto Vicario di Torino, dal funzionario dello Sportello Unico per l’Immigrazione e dalla dpl.

All’incontro in cui sono state esposte le ragioni della protesta, la prefettura ha comunicato che le pratiche dei lavoratori immigrati che sono stati truffati in seguito alla procedura di regolazione sono per ora sospese.

Il prefetto Vicario si è impegnato a trasmettere in una nota al Ministero dell’Interno i motivi della protesta e le ragioni della manifestazione relative alla regolarizzazione generalizzata di tutti, il mantenimento del permesso di soggiorno per coloro che hanno perso il lavoro, il rilascio del permesso di soggiorno a chi ha fatto domanda di sanatoria e aveva una condanna per l’ art. 14 del Testo unico sull’immigrazione.

Questo non ci basta!

Nonostanti l’impegno della prefettura a non rigettare ed archiviare per il momento le domande di chi è stato truffato, si è deciso di continuare la lotta per il rilascio definitivo del permesso di soggiorno per tutti, la regolarizzazione generalizzata per tutti e il ritiro della circolare Manganelli del 17 marzo 2010.

Il presidio è terminato con un forte appello a partecipare alla manifestazione cittadina del 27 novembre dalle ore 14 con concentramento davanti alla stazione di Porta Nuova

Torino, 24 nov. 10

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NON POSSIAMO ASPETTARE CHE CI PIOVA IN TESTA!

July 17th, 2009 Comments off

NON POSSIAMO ASPETTARE CHE CI PIOVA IN TESTA!
COMINCIAMO A DISCUTERE.

Se i lavoratori della Chrysler hanno da poco potuto assaporare le ricette Marchionne, qui in Italia ne abbiamo avuto modo da tempo.

Da un lato una sfrenata ed esasperata  riorganizzazione del lavoro fatta di turni, ritmi, straordinari e carichi di lavoro tesa a spremere sempre di più il lavoratore, dall’altro il ricorso alla cassa integrazione che và a rosicchiare i già miseri salari. La ricetta di Marchionne, come quella dei suoi concorrenti, è scaricare sulla pelle dei lavoratori dell’auto una pesante ristrutturazione, con decine di migliaia di espulsioni nei prossimi mesi.

Non dobbiamo  essere prigionieri di un perdente aziendalismo o della difesa del marchio Fiat, se non addirittura di una difesa localistica del “proprio” stabilimento. Non dobbiamo innescare una negativa e controproducente  guerra tra lavoratori italiani e tra lavoratori italiani e lavoratori  stranieri.

Al contrario dovremmo provare a costruire un collegamento tra i lavoratori di Mirafiori e quelli di tutti gli altri stabilimenti, tutti uniti insieme ai lavoratori tedeschi, francesi, polacchi e americani perché l’unità tra lavoratori è l’unica arma vincente.

Una guerra tra poveri, oltre a essere perdente, è proprio ciò che Marchionne e soci si augurano per portare a compimento i loro infausti progetti.

Senza un minimo piano di lotta, i sindacati continuano a chiedere il “tavolo informativo”, “produzioni di auto ecologiche”, “finanziamenti al settore auto”, e intanto, nonostante gli incentivi e finanziamenti  statali, il mercato automobilistico non si riprende e la produzione Fiat è scesa di oltre il 30% rispetto ad un anno fa. L’unica cosa certa è che in Italia come in Europa e il resto del mondo ci sono e ci saranno migliaia di esuberi come risultato di una (più volte dichiarata) sovrapproduzione del settore automobilistico.

A fronte di ciò il conflitto è inevitabile e diventa necessario un piano di lotta per la difesa dei posti di lavoro.
 

Ricercare la massima unità dei lavoratori di tutti gli stabilimenti Fiat è il primo obiettivo a cui tendere .

Blocco dei licenziamenti, riduzione dell’orario di lavoro a parità di salario, garanzia del salario,  sono un punto fermo  da cui partire !

 

Cominciamo a parlarne :


Primo incontro di lavoratori Fiat ed esternalizzati


 

Sabato 25 luglio ore 9,30

Aula  1 M  Politecnico – ingresso V. Boggio  65 a

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Mobilitazione alla CABIND

April 15th, 2009 Comments off

Martedì 14 aprile si è tenuta l’Assemblea dei lavoratori della Cabind. Esasperati da una situazione che non si sblocca (non vi sono compratori nonostante magheggi di Ferrentino e dell’assessore Bairati, la proprietà non ne vuole sentire di vendere) i lavoratori hanno assediato l’ufficio del dirigente Caglieri per aspettare una risposta dal proprietario americano sulla destinazione del sito di Chiusa San Michele. Entro venerdì 17 aprile gli hanno comunicato che si saprà quando la proprietà americana arriverà in Italia per parlare con i dipendenti. Successivamente i lavoratori hanno occupato la strada statale per mezzora.

Il 5 maggio partono le procedure di mobilità. Per venerdì 17 aprile alle ore 16 è stato organizzata una manifestazione. Sarebbe utilissimo per tutti coloro che possono, portare la solidarietà e sostenere queste forme di lotta. I lavoratori della Cabind hanno dimostrato di non voler attendere pratiche concertative che hanno come fine soltanto quello di rendere meno amara una sorte segnata, l’azione di ieri di assediare l’ufficio del dirigente indica una voglia di autonomia e di protagonismo che dobbiamo in qualsiasi modo
sostenere.


C’è in gioco il destino di 78 lavoratori, come rete dobbiamo essere capaci di dimostrare che solo forme di lotta conflittuali, 
fuori da logiche concertative, siano le sole utili alla difesa degli interessi dei lavoratori.
Venerdì 17 c’è da portare solidarietà e parole d’ordine più incisive per
meglio orientare la lotta di questi lavoratori.

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Cabind: la lotta continua!

March 1st, 2009 Comments off

Da più di una settimana la lotta contro la chiusura della Cabind e di tutte le fabbriche della Valle di Susa prosegue con un presidio permanente davanti allo stabilimento di Chiusa San Michele. Con il presidio, continua anche il blocco di tutte le merci in uscita.

L’ultimo incontro sindacale con la Direzione della Cabind non ha portato nessuna novità positiva: l’azienda rimane ferma nella sua intenzione di chiusura dello stabilimento e di spostare tutta la produzione in Polonia.

 

Da qui in avanti la lotta sarà difficile, perché gli avversari dei lavoratori e delle lavoratrici della Cabind sono decisi e determinati. Già a Giugno, però, la decisione e la compattezza dei lavoratori hanno sconfitto l’arroganza della proprietà. Anche allora l’azienda voleva chiudere, ma la lotta dei lavoratori era riuscita a far cambiare idea alla proprietà.

Noi saremo al loro fianco! Tutti uniti possiamo vincere!


Porta anche tu solidarietà ai la presidio permanente:
CABIND – Chiusa San Michele – via Torino, 38 – SS 25 (Torino-Susa)

Mercoledì 4 Marzo – ore 15 – davanti alla Cabind
Assemblea per decidere come continuare la mobilitazione


 
              

Leggi il volantino dei lavoratori e delle lavoratrici della Cabind

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Solidali con chi lotta: sosteniamo i lavoratori della Cabind di Chiusa San Michele

February 25th, 2009 Comments off

Il 20 febbraio la direzione della Cabind di Chiusa San Michele (in Valle di Susa) ha deciso di licenziare tutti gli operai e gli impiegati dell’azienda, buttando in mezzo alla strada 78 famiglie. La direzione ha inviato una lettera avvisando i lavoratori che lavoreranno solo per i prossimi due mesi.

Il 23 febbraio operai e impiegati riuniti in assemblea nella sala mensa della fabbrica hanno deciso di iniziare un presidio permanente contro la chiusura della Cabind e di tutte le fabbriche della Valle di Susa. Come prima forma di mobilitazione, a partire da mercoledi 25 febbraio, bloccheranno tutte le merci in uscita dall’azienda.

Sosteniamo la lotta dei lavoratori della Cabind, portiamo solidarieta’ attiva, andiamo al loro presidio davanti alla fabbrica a Chiusa San Michele in via Torino 38. 

Leggi il volantino dei lavoratori e delle lavoratrici della Cabind

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Per una rete di resistenza alla crisi

February 23rd, 2009 Comments off

La crisi si sta abbattendo duramente su tutti i settori del lavoro. In provincia di Torino la realtà è molto drammatica: gli iscritti al collocamento sono cresciuti di 13mila unità solo a dicembre, a gennaio sono scaduti 21mila contratti a termine, nella piccola industria e nell’artigianato c’è uno stillicidio di licenziamenti e sono a rischio altri 35mila lavoratori.

Ogni giorno cresce la lista di aziende in bilico: Indesit, Bertone, Bertone Glass, Itca, Pininfarina, Ceva, Caffarel, Streglio, Lear, Stabilus, Emmeti, Arancio, Car Ser, Res Nova, Valeo, Johnson Electric, Olimpias, Stampal, Sferal, CMS: sono solo alcuni nomi che conosciamo, dietro di esse c’è la drammatica realtà di migliaia di famiglie.

Non ci bastano più i soliti rituali incontri con le autorità amministrative regionali e comunali, neanche le chiacchiere dei soliti inconcludenti funzionari sindacali, né tantomeno le solite promesse "politiche". Non ci bastano più le amare illusioni!

È ora che cominciamo ad agire in prima persona, che facciamo sentire con tutta la nostra forza le ragioni del lavoro, di tutti quei lavoratori che in questi tempi non possono perdere ciò che gli permette di sopravvivere.

Colleghiamoci con tutti i lavoratori delle realtà della crisi per agire insieme, perché solo così la nostra voce potrà essere più forte e la nostra lotta più incisiva.

 

Rete di resistenza alla crisi

nonpagheremo@gmail.com
nonpagheremo.noblogs.org

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Una lunga giornata di controinformazione e di lotta contro la crisi

February 14th, 2009 Comments off

In solidarietà con lo sciopero generale di metalmeccanici e pubblico impiego, che ha visto la grande manifestazione di Roma con più di 500mila partecipanti, la Rete di Resistenza alla Crisi di Torino aveva organizzato per il 13 febbraio una giornata di piazza a Torino, dove dare appuntamento a tutti e tutte coloro che a Roma non erano potuti andare. Composta da realtà di lotta e soggettività sociali molto varie (dagli operai della Fiat e dell’ex Thyssen, agli operatori dei call center Comdata e Telegate, ai dipendenti delle cooperative che gestiscono i servizi delle biblioteche dell’università, ai precari della scuola e della ricerca e del pubblico impiego, ai rifugiati e chiedenti asilo di Via Bologna e Corso Peschiera, agli studenti e studentesse dell’Onda anomala, i comitati antirazzisti ecc.), la Rete aveva dato appuntamento nella centrale Piazza Castello per un presidio e un’assemblea di piazza. Un’occasione per manifestare la nostra vicinanza a chi scioperava e sfilava in piazza a Roma, ma anche per conoscersi, scambiare esperienze e soprattutto individuare nella resistenza alla crisi e alle politiche del governo Berlusconi e di Confindustria il filo conduttore di tutte le lotte specifiche che portiamo avanti nei nostri luoghi di lavoro, nei quartieri, nelle scuole e nelle università. In circa 200 persone hanno partecipato al presidio e alla assemblea andata avanti per circa 3 ore.
Nel pomeriggio il presidio si è poi spostato di poche centinaia di metri, con un’incursione a sorpresa in una filiale dell’agenzia interinale “Obiettivo lavoro”, creata da LegaCoop, insieme a Cisl, Uil e Compagnia delle Opere (associazione imprendioriale legata a Comunione e Liberazione). Srotolando uno striscione di fronte all’entrata che recitava “Noi la crisi non la paghiamo”, diffondendo volantini e parlando con i precari e le precarie – soprattutto migranti – all’interno della sede abbiamo voluto denunciare uno degli assi portanti delle strategie anticrisi di padroni e istituzioni: la precarietà e il ricatto del lavoro interinale, che oggi ci unifica tutti/e, operai espulsi dal ciclo produttivo, giovani precari, migranti alla disperata ricerca di un lavoro, di una casa, di un permesso di soggiorno.
Mentre molti dei ragazzi e delle ragazze che entravano nell’agenzia solidarizzavano con noi manifestanti e si fermavano a parlare, raccontandoci storie tante storie di sfruttamento, non sono mancate le solite provocazioni della polizia, che alla fine dell’occupazione, durata quasi due ore, ha fermato e identificato due studenti. Un gesto chiaramente intimidatorio, che ovviamente non ha dato risultati. Noi non ci fermiamo, è solo l’inizio…

NON PAGHEREMO LA LORO CRISI!
 

Rete di Resistenza alla Crisi – Torino

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Occupazione agenzia interinale – Adnkronos 13.02.08

February 13th, 2009 Comments off
Adnkronos, 13 febbraio 2008
SCIOPERO: RETE TORINESE CONTRO LA CRISI OCCUPA SIMBOLICAMENTE AGENZIA INTERINALE

Torino, 13 feb. – (Adnkronos) – Un presidio di circa 3 ore e poi l’occupazione simbolica di  un’agenzia di lavoro interinale. E’ la mobilitazione organizzata oggi, nella giornata di sciopero dalla Rete torinese contro la crisi che ha visto scendere in piazza studenti dell’assemblea No Gelmini e No Tremonti, rappresentanti sindacali e lavoratori di diverse aziende fra cui anche la Thyssen Krupp.
"Abbiamo raggiunto l’obbiettivo politico -sottolinea Ciro Argentino, delegato Fiom ed ex operaio Thyssen- di fare un presidio importante auto-organizzato a cui hanno partecipato circa 200 persone seguito da un’occupazione simbolica, di una sede di quello che per noi oggi e’ il caporalato moderno e abbiamo deciso di caratterizzare questa mobilitazione legandola alla vicenda Thyssen proprio nel giorno dell’avvio ufficiale del dibattimento". L’agenzia di lavoro interinale scelta e’ Obbiettivo Lavoro "dal momento che e’ quella -spiega ancora Argentino- che insieme a un’altra si e’ occupata di ricollocare gli ultimi 25-30 lavoratori rimasti della vicenda della crisi Thyssen".
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13 febbraio 2009 – Assemblea in Piazza

February 10th, 2009 Comments off

NOI LA CRISI NON LA VOGLIAMO PAGARE!

Sono sotto gli occhi di tutti le pesanti conseguenze della crisi economico-finanziaria in atto: mentre il mondo industriale e bancario, lo stesso che ha provocato questa crisi, impone sussidi, sgravi, mano libera su licenziamenti e flessibilità per mantenere ed accrescere i propri profitti, sulle spalle di lavoratori/trici, precari/e, studenti/esse, migranti si abbattono disoccupazione, precarietà lavorativa e di vita, emarginazione sociale.
Lavoro: migliaia di licenziamenti e di ore di cassa-integrazione, migliaia di contratti a termine non rinnovati nell’industria e nei servizi.
L’accordo firmato da CISL, UIL e UGL per la "riforma" del modello contrattuale accoglie tutti i desideri di sempre di Confindustria, riducendo il contratto nazionale ad un involucro vuoto che non potrà servire a recuperare reddito e salario, smantellando i diritti collettivi, a cominciare dal diritto di sciopero che non viene più considerato un diritto di ogni lavoratore, ma un privilegio riservato ai sindacati "buoni". Una condizione di supersfruttamento e precarietà che produrrà inevitabilmente conseguenze drammatiche anche in materia di sicurezza sul lavoro, con un prevedibile aumento dei morti e degli incidenti.
Reddito: aumento del carovita, sussidi insufficienti per i/le disoccupati/e, tagli ai servizi sociali, privatizzazione di beni primari, come l’acqua.
Scuola/università: tagli che di fatto smantellano il sistema pubblico della scuola e dell’università lasciando la possibilità di trasformazione in fondazioni private con gravi conseguenze sulla ricerca, sulla didattica, sulla produzione di saperi critici e sui servizi offerti. Gravi saranno le conseguenze occupazionali sia per i docenti e gli insegnanti, sia per ricercatori e personale tecnico amministrativo (laboratori, biblioteche, ecc.). 
Immigrazione: lavoro nero, precario e sottopagato, negazione di diritti elementari come casa e residenza, criminalizzazione con le nuove norme del pacchetto sicurezza che istituisce il reato di immigrazione clandestina, introduce la possibilità di denuncia, da parte del personale medico, dei migranti "irregolari" che chiedono assistenza sanitaria, e infine legalizza la costituzione delle "ronde" razziste.
Questo è il prezzo della crisi, una crisi che, però, ha aperto anche uno spazio di discussione  e di iniziativa pubblica fra settori sociali da troppo tempo volutamente tenuti divisi: la Rete di Resistenza alla crisi.
Per questo, in occasione dello sciopero dei lavoratori e lavoratrici metalmeccanici e del pubblico impiego, a cui va la nostra solidarietà, come realtà di lotta del mondo del lavoro, della Scuola e dell’università, dei migranti, abbiamo deciso di scendere in piazza per dare voce a tutti/e coloro che pagano una crisi causata da altri, e che questa crisi non vogliono pagare.
 

Venerdì 13 febbraio – dalle ore 11 –
presidio con assemblea di piazza
Piazza Castello angolo via Garibaldi

Rete di Resistenza alla crisi
nonpagheremo@gmail.com

UN’ALTRO APPUNTAMENTO PER IL 13 FEBBRAIO, MA ALLE 8.30:
I precari della ricerca medica dell’Università di Torino hanno organizzato un presidio con volantinaggio di fronte all’entrata principale delle Molinette dalle 8:30, per denunciare la loro condizione contrattuale, difendere la ricerca pubblica e promuovere la raccolta firme per chiedere ancora una volta l’apertura di una trattativa con l’Amministrazione dell’Ateneo. Seguirà un’assemblea alle 10:30 in aula sindacale del padiglione giallo Molinette.
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Assemblea Pubblica – Mercoledì 4 febbraio – Palazzo Nuovo

February 2nd, 2009 Comments off

ABBIAMO TUTTE LE RAGIONI DI ESSERE INCAZZATI!


Le fabbriche chiudono, i posti di lavoro sono a rischio. Milioni di lavoratori possono finire in mezzo alla strada da un giorno all’altro, e migliaia di precari e interinali lo sono già. Intanto, per tutti, rimangono affitti e mutui da pagare e spese sempre più care per mangiare, per curarsi e per i trasporti.


QUESTO È IL PREZZO DELLA CRISI!
È ORA DI DIRE BASTA!


Noi studenti lottiamo per salvare l’istruzione pubblica, ma sappiamo che gli effetti della crisi riguardano TUTTI: studenti, lavoratori, precari, pensionati, disoccupati, migranti. Per rispondere a questa crisi che ci tocca tutti, conosciamoci e uniamoci per avviare una discussione e costruire una rete di solidarietà e lotta.


Siete tutti invitati alla prossima
ASSEMBLEA PUBBLICA
4 febbraio 2009 – ore 20
Palazzo Nuovo – via Sant’Ottavio, 20


QUESTA CRISI NON LA VOGLIAMO PAGARE NOI, DEVE PAGARLA CHI L’HA CAUSATA!

 

Scarica il manifesto

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